La mattina dopo, Mago Numerome trovò una chiave d'oro nella sua valigia. Sulla chiave c'era scritto: «Museo delle Forme Solide». Pina e Tollo lo seguirono fino a una porticina nascosta sotto la collina.
Dentro non c'erano quadri, ma oggetti grandi e piccoli da toccare. Numerome prese un dado di legno. «Questa è una forma solida: il cubo. Ha sei facce tutte quadrate.»
Tollo cercò di mettere il cubo nella sua borsa rotonda. Il cubo non rotolò neppure di un passetto. «Ha facce piatte!» osservò Pina, battendo le zampette.
Poi una palla lucida uscì da dietro una tenda e rotolò veloce. «Ecco una sfera!» disse Numerome. «È tutta curva e non ha angoli.»
La sfera rotolò fin dentro una sala buia. Al centro si alzava una torre a punta, coperta da un telo. Pina tirò un filo verde e il telo cadde: sotto c'era una piramide!
Numerome illuminò la piramide con la sua stella. «Ha una base piatta e facce che salgono fino a una punta.» Tollo contò le facce piano, mentre Pina disegnava una piccola piramide nella polvere dorata.
Prima di uscire, il museo regalò loro tre scatoline: una cubica, una sferica e una a piramide. «Ogni forma solida occupa spazio,» spiegò Numerome. Tornando a casa, gli amici cercarono cubi, sfere e piramidi in tutto il villaggio.