Luna viveva con Sofia in una casetta piena di sole. Ogni mattina dormivano vicine sul grande cuscino. Poi arrivò Bruno, un cane enorme e chiassoso. «Piano piano», sembrò sussurrare Luna.
Bruno voleva giocare con tutti, sempre e subito. Correva dietro alla sua palla rossa, abbaiando forte. Luna uscì fuori dalla finestra aperta. Si nascose sotto il cespuglio di rosmarino.
Dal muretto, Luna guardava la sua finestra. Sofia disegnava, ma Bruno chiedeva ancora la palla. Luna lavò una zampetta molto lentamente. «Piano piano», disse al vento.
Sofia cercò Luna vicino alle margherite. «Dove sei, piccola Luna?» chiamò piano. Bruno voleva la palla e tirò Sofia verso casa. Luna vide il nastro giallo sparire dalla porta.
Quando il cielo diventò blu scuro, Bruno sbadigliò. Le sue zampe smisero di saltare sul pavimento. Luna ascoltò dalla siepe: russare, russare, russare. Allora seguì una striscia di luna.
Luna entrò dalla finestrella della cucina. Bruno dormiva nel suo grande cestino, abbracciando la palla rossa. Luna non corse. Camminò piano piano, senza fare nemmeno tic.
La porta di Sofia era appena socchiusa. Luna spinse con il naso e salì sul letto. Sofia mosse una mano nel sonno. «Luna», mormorò, come una stellina.
Luna si accoccolò sotto il mento di Sofia. Sofia la strinse senza aprire gli occhi. Fuori, la luna faceva brillare il vetro. «Piano piano», fece Luna con le fusa.
Al mattino, Luna tornò al suo cespuglio. Ma trovò una cosa nuova vicino al rosmarino. C'era il cestino di Bruno, con la palla rossa dentro. Bruno dormiva accanto alla finestra.
Bruno aprì un occhio e non abbaiò. Spinse la palla verso Luna con il naso. Luna la toccò appena e disse: «Piano piano». Da allora, la notte aveva un piccolo segreto in più.