Nico sognava ossa antiche e pietre misteriose. Zia Marta gli mostrò una mappa del Salento. «Cercheremo tracce della preistoria», disse. Nico strinse la lente: «Piano piano!»
Vicino a Giurdignano, Nico vide un dolmen enorme. Sembrava un tavolo fatto da giganti di pietra. Un gruppo di turisti voleva salire sopra. «Piano piano, questa pietra racconta storie», disse Nico.
I turisti scesero e ascoltarono Zia Marta. Lei spiegò che il dolmen era una tomba antichissima. Nico trovò una lucertola verde sotto un sasso. «Io sono Pina», frusciò la lucertola.
Pina corse verso Porto Badisco, tra gli ulivi. Nico la seguì, ma non entrò nella grotta. Dentro c'erano pitture preistoriche fragili e preziose. Zia Marta osservò: «Le vediamo solo con la guida.»
La guida Lina accese una luce morbida nella grotta. Sulle pareti apparvero cervi, mani e strani segni rossi. Nico disegnò tutto sul suo quaderno. «Piano piano, le immagini restano vive», sussurrò.
Fuori, Pina voleva il quaderno di Nico. Non per mangiarlo: sotto una pagina indicò un piccolo segno. Era uguale a quello della grotta! Nico seguì il segno fino a un muretto a secco.
Dietro il muretto c'era un vecchio sentiero di pietre. Nico non scavò e non portò via nulla. Disegnò il sentiero e chiamò gli esperti. «Piano piano», disse Pina, «così il passato cammina con noi.»