Mira sapeva accendere piccole stelle sulla punta delle dita. Un mattino, la regina Astrid chiamò Mira e Lumo. «Riportate la Bussola dell'Alba», disse Astrid. «Piano piano», rispose Mira.
Bruk, il giovane troll, l'aveva presa dalla torre. Voleva trovare una valle scritta soltanto nei sogni. Lumo annusò impronte di muschio oltre il ponte. Mira accese una stella per leggere i segni.
Nel bosco, Bruk sollevò la bussola verso il cielo. «Indica casa mia!» gridò, ma l'ago restò fermo. Mira non lanciò magie contro di lui. «Piano piano», disse, sedendosi su un sasso.
Bruk mostrò una foglia con una mappa strappata. «La mia famiglia partì quando ero piccolo», mormorò. Lumo spinse verso di lui metà del suo panino. Mira ascoltò ogni parola fino al tramonto.
Mira disse: «Astrid custodisce antiche mappe nel castello». Bruk consegnò la Bussola dell'Alba alla regina Astrid. Astrid aprì l'archivio, ma nessuna mappa mostrava la valle. I quattro camminarono piano piano tra grandi scaffali.
Allora la bussola squillò come un cucchiaino. L'ago girò verso il pavimento dell'archivio. Sotto un tappeto apparve una botola tonda. «Piano piano», bisbigliò Lumo.
Sotto la botola, c'era una mappa bianca grande quanto una stanza. Mira mise una stella nell'angolo, solo per vedere meglio. Bruk e Astrid disegnarono insieme i ricordi della sua famiglia. La valle comparve, e Lumo abbaiò: «Piano piano, troviamo casa!»