Nino il gatto vide Lilla il geco sul muro. Camminò piano piano, con i baffi in avanti. Lilla stringeva un fagiolo blu tra le zampette.
“Non mangiarmi,” disse Lilla, “devo piantare questo fagiolo.” Nino guardò i suoi occhioni tondi. “Ti accompagno piano piano,” disse invece.
Pica la gazza sbucò dal fico con un grido. “Quel fagiolo luccica! Lo voglio per il mio nido!” Pica lo afferrò e volò verso il tetto.
Nino sapeva salire molto in alto. Ma non rincorse Pica sul tetto. Mise una sardina lucida sul davanzale e aspettò piano piano.
Pica scese subito per prendere la sardina. Lasciò cadere il fagiolo nella terra morbida. Lilla lo coprì con una foglia e disse: “Piano piano.”
Quella notte, il fagiolo fece plop, plop, plop. Spuntò una scala di foglie fino alla luna. In cima dondolava una minuscola campana blu.
Nino, Lilla e Pica suonarono la campana insieme. Il giardino fece piano piano una ninna nanna. Nino lasciò una sardina anche per Pica.